Città in movimento Napoli

Carmine Maringola

Progetto e mostra al Teatro Stabile di Napoli
La Mostra sarà allestita anche in Sibiu, Bruxelles & Göteborg

Il progetto Città in Movimento legato allo spettacolo Le sorelle Macaluso di Emma Dante è un racconto fotografico di Carmine Maringola sul ricordo degli estinti. Ispirandosi al lavoro teatrale di Emma Dante, che affronta il tema della presenza della morte nella memoria della famiglia, il progetto ha coinvolto sette allievi attori dei laboratori svolti da Airots, l’associazione di Giuliana Pisano e Salvatore D’Onofrio che dal 2008 si occupa di teatro e di tutto quanto concerne la diffusione di attività culturali. Ai sette ragazzi è stato chiesto di ricordare una persona cara scomparsa attraverso una frase, un oggetto e un luogo della città. Napoli, città del debutto dello spettacolo, e Palermo, città in cui Emma Dante vive e lavora con la sua compagnia, sono fortemente legate per riti e tradizioni. Uno degli elementi che le accomuna maggiormente è il rapporto che si instaura da sempre tra i vivi e i morti. Gli estinti sono presenze importanti nella vita quotidiana, in occasione delle festività vengono conservati i loro posti a tavola, e le case di molte famiglie hanno un altarino dedicato al ricordo fotografico dei defunti. Con i morti si parla, ci si sfoga, ci si arrabbia, gli si chiede consiglio, benedizioni, numeri del lotto. Il rapporto con la morte è paritario, da vivo a vivo, come l’ha raccontato Emma Dante nel suo emozionante spettacolo.
Dopo aver assistito allo spettacolo, ai ragazzi coinvolti nel progetto, è stato chiesto quale ricordo gli aveva evocato la rappresentazione. Con le lacrime agli occhi, come la maggior parte del pubblico che usciva dalla sala, hanno raccontato di zii, padri, madri, nonne. E’ nato così un itinerario della memoria personale che ci ha portato in vari luoghi napoletani con aneddoti ispirati a tutto ciò che continua a tenere uniti vivi e morti. Angoli della città che per tutti sono semplici luoghi di passaggio, qui diventano santuari del ricordo, come il lungomare di Pietrarsa o il liceo Sannazzaro. Case trasformate in altarini in cui un intero salotto è dedicato ai parenti morti, luoghi di culto come la chiesa del Gesù o il cimitero delle Fontanelle dove i napoletani si scelgono un teschio e si prendono cura di lui.
Le foto sono una zoommata su alcuni volti di una città che ha rispetto sacrale ed elegante della morte, forse più forte di quello che ha con la vita, e questo è uno dai tanti paradossi che fanno di Napoli una città speciale.

Produzione: Teatro Stabile di Napoli.